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Finrod Felagund
Il Blog di Gianpaolo Persoglio
Pensieri africani in libertà
Ramadan

Ebbene sì, la settimana scorsa, con la luna nuova, è iniziato il mese di Ramadan. Con tutto il rispetto per l'evento religioso per noi infedeli Cristiani (ma anche per gli agnostici, atei, animisti e solipsisti), per adesso son solo vantaggi. La spiaggia di Yoff, alla sera di solito trafficata come un centro commerciale durante i saldi, è deserta, si riesce tranquillamente a fare sport senza essere investiti da 200 persone che camminano all'indietro (se non sapete il perchè di questi gesti insani scartabbellate nelle precedenti puntate), c'è meno spazzatura e un'aria di tranquillità surreale. durante il giorno, salvi gli orari intorno al tramonto dove tutti cercano di guadagnare il più rapidamente possibile la via di casa, c'è meno traffico e le persone sembrano (ancora) più rilassate. Dopotutto col caldo che fa il non mangiare nè bere spossa parecchio e le forze vanno preservate per arrivare vivi a sera.

Poi la sera dopo il tramonto (diciamo intorno alle 19:40) scatta il delirio. Sale su una fame atavica e ci si prepara a mangiare di ogni per fare la riserva per il giorno dopo. L'altra sera ero con El Hadj sulla spiaggia, dalle 19 si era piazzato sul tavolino del bar ed aveva già ordinato (o meglio lo aveva fatto Valentina per lui) la pre-cena che avrebbe preparato lo stomaco per la cena vera e propria. Allo scattare dell 19:40 è partito con: un dattero (è tradizione che il digiuno venga rotto da un dattero), panino colla margarina, caffelatte, omelette alla nutella. Finito tutto in 2' netti Valentina scatta in peidi e fa: "via, abbiamo 45' minuti di autonomia e poi Ely deve cenare, c'è ancora da andare a casa e preparare tutto". Per la cronaca la cena è consistita in: bisteccona, melanzane, insalata di pomodori e cetrioli, patatine fritte, pane e burro, due manghi e uno yoghurt. 

 

Tornando ad argomenti meno prosaici il Ramadan non ha comportato grandi stravolgimenti neppure per il nostro amico muezzin della moschea di fronte. La voce stonata è la stessa, gli orari di richiamo alla preghiera i medesimi, solo la prece serale si è arricchita di qualche minuto in più di litanie strazianti, tutto sommato gestibile.

L'unico dispiacere è che il giorno di fine Ramadan (9 agosto) sarò in Italia e mi perderò la festa finale dove, pare, si banchetti alla grande. Pazienza, quella sera mi rifarò con una ventina di arrosticini a casa mia.

Pubblicato in: Pensieri africani in libertà
Autore: SuperAdmin • Data: 16/07/2013