Un carburatore, un radiatore dellolio, due forcelle (la prima sostituita era già rotta....), 4 candele, il relé dello starter, l'interruttore della freccia, la manopola dell'acceleratore, 4 fili dell'acceleratore, 2 del freno posteriore e un numero imprecisato di lampadine. Questo è il bilancio di ciò che di rotto è stato sostituito sul mio scooter in un mese e mezzo di vita al mio servizio (si fa dire....).
Cambiati 5 meccanici, di cui: uno, il venditore, troppo lontano anche solo per andarlo ad insultare, 2 trovati al volo nei luoghi dove mi ero piantato, 1, Ngora, che da una mattina all'altra l'hanno cacciato dalla baracca dove lavorava perchè costruzione abusiva. E' rimasto solo lui, l'highlander dei meccanici, Ousmane. Ragazzino con la faccia pulita, all'inizio mi sembrava timido perchè quando gli chiedevo quanto dovessi dargli per la riparazione girava la faccia e mi diceva sottovoce "fai tu".... Poi ho capito che non era timido, non aveva semplicemente idea di cosa avesse avesse fatto allo scooter e se quindi sarebbe mai ripartito dopo il suo intervento....
Ad ogni modo è rimasto l'unico, perchè è vicino, perchè se gli scasso le balle a qualsiasi ora arriva, perchè ormai conosce ogni vite del mezzo e sa (più o meno....) dove mettere le mani. Ad ogni modo su qualcosa sembra esperto, soprattutto parte elettrica, mentre credo che ignori completamente la funzione del carburatore e si chieda il perchè esista un filtro dell'aria, visto che di aria ce n'è in abbondanza tutta intorno a noi. Deve appartenere anche a qualche corrente artistica minimalista che inorridisce alla sola vista delle viti, inutile orpello che rovina la palsticità delle forme. E' talmente inorridito che quelle che smonta non osa tenersele ma me le lascia tutte nel vano sottosella, tra un po' ci faccio una miniatura della Tour Eiffel.
Ad ogni modo tra me e Kalimero c'è un rapporto di empatia totale, sento quando mi lancia segnali in cui cerca solo affetto, è come un cagnolino che veniva ignorato dal suo padrone, non chiede altro che andare dal meccanico almeno una volta a settimana, anche se non ha nulla, solo così non sentirsi tarscurato. E io così faccio, ogni tanto chiamo Ousmane, gli affido il mezzo, lui stringe una vite, fa finta di regolare la carburazione, stacca e riattacca un filo elettrico e Kalimero è felice. Così facendo sono riuscito ad addomesticarlo e limitare la sua incontinenza da meccanico, se fino ad un paio di settimane fa era da riparare ohni 2/3 giorni, adesso tiro anche una settimana.
Ricordo ancora con tenerezza e nostalgia i primi momenti di convivenza quando, nella scelta del nome, tendevo verso appellattivi cazzuti, eroici, mitici (da Rocco Siffredi in giù...) che evocavano una italianità prorompente e sfacciata (essendo lui Piaggio, arrivato dall'Italia, nero), uno stile mediterraneo fatto di spacconeria e sfide rusticane. Ahimè, non avevo capito che sotto quelle spoglie da scooter nero e duro che non deve chiedere mai si celava un animo tenerone desideroso di cure.... tante cure... e che cure! Sarà per questo che, guardando bene negli angoli nascosti della carrozzeria, ho scoperto che non era mai stato nero prima di arrivare qui, bensi di un tenue azzurrino fanciullesco; il ricettatore che gli ha anche scorticato la piastrina col numero di telaio doveva proprio farlo passare per qualcos'altro. Altro che Rokkomarokko, Black Mamba o mostruosità del genere. Kalimero doveva essere e Kalimero fu.